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The Velvet Underground

Sono veramente pochi i gruppi rock che possono dichiarare di avere esplorato nuovi territori, e aver conservato brillantezza, come i Velvet Underground durante la loro breve vita. Era destino del gruppo quello di essere avanti di almeno un passo con il loro tempo. Nel periodo che va dal ‘65 al ’70 si era in piena fase di espansione e sperimentazione del fenomeno rock, ma le innovazioni dei Velvet furono sempre scostanti dalla corrente principale mescolando l'energia del rock con suoni d'avanguardia, un grado nuovo di realismo sociale e testi non convenzionali. Il piccolo successo commerciale in quel periodo, con un pubblico di nicchia, non fece languire nell’oscurità il loro culto che crebbe negli anni che seguirono il loro scioglimento. Negli ottanta, non furono ammessi solo come uno dei più importanti complessi rock degli anni sessanta, ma di sempre.
La loro influenza sul punk e sul new-wave è innegabile. Il gruppo era intransigente nella musica e testi, sposandosi a volte a una tetraggine e primitivismo che avrebbero inspirato cantanti alienati e compositori di generazioni future. Le loro cascate di suoni coloriti erano inserite in canzoni forti e ben costruite con temi umanistici, intimistici e più volte oltraggiosi. Il “colpevole” principale di tutto ciò era il chitarrista, cantante e compositore Lou Reed col suo cantato-parlato e voglia di trasgredire gli schemi che l’hanno portato ad essere un punto di riferimento del rock & roll.
Reed amò il rock & roll sin da giovane. Nei primi anni ’60 entrò in contatto con il jazz d’avanguardia e con poesia impegnata sotto l’influenza dell’autore Delmore Schwartz durante i suoi studi all’università di Syracuse, NY. Dopo la laurea lavorò come songwriter per il Pickwick Records di New York dove conobbe John Cale un Gallese trasferitosi in America per studiare e suonare musica “seria”. Cale era profondamente attratto dal rock & roll e dalla fusione con il jazz d’avanguardia e trovò in Reed il partner ideale per realizzare la sua visione. La loro sinergia fu cruciale nei primi lavori dei Velvet Undergorund.
Reed e Cale (che suonava pure basso, viola e organo) misero insieme una band e nei primi anni del 1965, il gruppo era un quartetto chiamato i Velvet Undergorund con Reed, Cale, il chitarrista Sterling Morrison (vecchio amico di Reed) e il batterista Angus MacLise che lasciò in occasione del primo show pagato dei Velvet pensando che accettare soldi per arte era una svendita. I Velvet reclutarono velocemente Maureen Tucker, la sorella di un amico di Morrison. Già dagli inizi furono in grado di proporre novità. Il loro materiale originale scritto e cantato principalmente da Reed era molto legato alla dura realtà urbana di Manhattan, descrivendo l’uso di droga, sadomasochismo e decadenza con dettagli nudi e crudi in canzoni come “Heroin”, “Waiting for The Man”, “Venus in Furs” e “All tomorrow Parties”, costruite con riff rock basilari, induriti dalla batteria-metronomo di Tucker e sormontati da strani brontolii della chitarra e occasionali inserimenti della viola di Cale.
Era un miscuglio estremamente anti-commerciale e senza possibilità di successo, ma i Velvet ebbero un inaspettato benefattore in uno degli artisti icona della Pop Art, Andy Warhol che scoprì la band in un locale alla fine del ’65. Ben presto assunse la gestione del gruppo inserendoli in un suo progetto di art d’ensemble: the Exploding Plastic Inevitabile. E nella primavera dal 1966 stava già producendo il loro album d’esordio. Warhol ebbe l’idea vincente di abbellire il quartetto con Nico, misteriosa modella/cantante europea con una voce profonda, mai ben accetta dal resto della band, che vedeva la sua presenza come un semplice ornamento. Reed rimase il principale cantante e Nico cantò tre brani del loro album d’esordio meglio conosciuto come “l’album della banana” del celebre disegno di Warhol sulla cover. Riconosciuto oggi come il vero nucleo del rock classico presentava un set straordinario di canzoni evidenziate da "Heroin," "All Tomorrow's Parties," "Venus in Furs," "I'll Be Your Mirror," "Femme Fatale," "Black Angel's Death Song," e "Sunday Morning."
L’inchiostro maggiore fu speso per i sensazionali “simboli” di droga e sesso (come Heroin) ma l’album rivelò la capacità di songwriter di Reed, la sua sensibilità melodiosa e il suo nudo lato introspettivo. La pubblicazione dell'album fu ricca di complicazioni a causa di molti fattori. L'associazione del gruppo a Warhol e al the Exploding Plastic Inevitable assicurava un alto profilo, ma la musica era troppo esplicita per la radio commerciale. Le stazioni radio dell’Underground sviluppatesi più o meno in quegli anni trascurarono questo disco in un epoca in cui la musica psichedelica stava raggiungendo il suo apice.
Una reputazione di riflesso non era abbastanza per garantire un sostentamento stabile per una band negli anni sessanta, e nel 1967 i Velvet stavano già lottando contro problemi all'interno delle loro file. Nico, mai considerata membro essenziale dal resto del gruppo, lasciò (o fu cacciata) durante l'anno. L'associazione con Warhol inoltre si indebolì, in quanto l'artista non era più capace di dedicare molto tempo alla band immerso in tutti i suoi progetti. Amareggiati dal ricevimento tiepido del loro album nella natia New York, i Velvet girarono in tutto il resto del paese.
In questa atmosfera tesa, fu registrato nel trado 1967il secondo album, White Light/White Heat. Ogni album rilasciato nell’epoca di Lou Reed era un inaspettato taglio da tutti gli altri LP. White Light/White Heat fu probabilmente il più radicale basato soprattutto sui loro arrangiamenti più rumorosi, chitarre over-amplificate e canzoni molto taglienti. I 17 minuti di “Sister Ray” fu il loro sforzo più estremo (e di successo) in questa direzione. Infatti l’album fu un vero flop commerciale. Dall'estate di 1968, la band aveva però un problema molto più grave del successo commerciale (o della sua mancanza). Il rapporto tra Reed e Cale, le forze più creative della band, si incrinò come ci si poteva aspettare, da due ego di forte temperamento. Reed presentò al resto della band un ultimatum, dichiarando che avrebbe lasciato il gruppo se Cale fosse restato. Morrison e Tucker parteggiarono di malavoglia con Lou, e Doug Yule fu arruolato per prendere il posto di Cale. Il terzo omonimo lavoro (1969) era un svolta ancora più sinistra e integrale di White Light/White Heat. Il volume e la violenza erano svanite; il lavoro mise in evidenza arrangiamenti rock più convenzionali a volte così controllati da sembrare un tentativo di risvegliare l’interesse del pubblico. Il suono era nondimeno ad effetto. Il disco contiene alcune le composizioni più personali e singolari di Reed, canzoni romantiche come "Pale Blue Eyes" and "Candy Says", anche se tagli come "What Goes On" dimostrano la capacità di scrivere anocra del buon rock (sebbene in una maniera meno sperimentale rispetto ai lavori con Cale).
Anche in assenza di Cale, i Velvet erano in grado di generare calore sul palco, come conferma il Velvet Undergound Live del ’69 ( ma pubblicato solo nel ’70). Intanto la MGM era nel mezzo della "purga" infame dei rocker legati in qualche modo alla droga e i Velvet si stavano quindi guardando intorno. Per rompere definitivamente i contatti con la MGM parteciparon a delle sessioni di registrazione dopo il terzo album. Non è chiaro se l’intento fosse quello di pubblicare un quarto LP sta di fatto che il materiale era eccellente e nel 1970 uscì Loaded. L’inizio dei seventies sembrava preannunciare un forte successo per la band grazie alle esibizione live degli anni precedenti e per i buoni auspici della nuova etichetta con cui avevano firmato: l’Atlantic records. Ma i problemi che avevano sempre minato i rapporti tra i membri della band alla fine esplosero. Tucker era in cinta e non partecipò alle sessioni di Loaded sostituita da Billy Yule, fratello di Doug il quale cominciò a ritagliarsi più potere all’interno del gruppo.
Improvvisamente Reed lasciò il gruppo alla fine dell’estate del 1970 e tornò a Long Island a casa dei suoi genitori per parecchi mesi prima di cominciare la sua carriera solista, proprio poco prima dell’uscita di Loaded suo ultimo album studio con i Velvet.
Loaded è l’album con il rock più convenzionale del gruppo e più accessibile per gli ascoltatori. "Sweet Jane" e "Rock and Roll" in particolare sono diventati inni di Lou Reed e standard del rock negli anni ’70.
La forza del gruppo fu in qualche modo diluita dall’assenza di Tucker e dalla decisone di Doug di cantare alcuni pezzi. A causa dell’uscita di Lou comunque il gruppo non riuscì a capitalizzare il successo. Incautamente la band non fu sciolta, nonostante l’uscita anche di Morrison e Tucker. Doug Yule si ritrovò alla guida di qualcosa che conservava solo il nome “Velvet Underground” e l’album (Squeeze) uscito nel 1973 è facilmente trascurabile.
Cale e Nico intrapresero discrete carriere soliste, nulla però in confronto al successo di Lou Reed il cui album d’esordio (Transformer) è sicuramente una pietra miliare. Importanti figure della new wave e del pop anni ’80 come Brian Eno, Patti Smith, David Bowie, Radiohead e REM non hanno mai fatto segreto dell’influenza dei Velvet Underground nella loro musica. Negli anni ’80 infatti vennero rimasterizzati gli album originali e registrate un paio di importanti raccolte di outtakes. Reed, Cale, Morrison e Tucker sfidarono le incomprensioni con una re-union (Nico era morta nell’88) che portò a un tour europeo e un album live nel 1993. Alla partenza di un tour americano però il rapporto tra Reed e Cale (sempre in disaccordo nel giudicare le decadi passate) precipitò nuovamente causando una triste fine della re-union. In seguito la morte per malattia di Morrison nel ’95 ha forse chiuso per sempre la storia dei Velvet Underground anche se alcuni dei membri ancora vivi suonarono assieme in occasione del Rock and Roll Hall of Fame.
di: Alessandro "Jei" Ciolfi
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