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Hendrix Jimi

Nel suo breve regno di superstar, Jimi Hendrix espanse il vocabolario della chitarra rock più di chiunque prima e dopo allora. Hendrix era un maestro nel tirare fuori dal suo strumento i suoni più imprevisti e imprevedibili, spesso con esperimenti di amplificazione innovativi che producevano un'eccellente qualità di feedback e distorsioni graffianti. Le sue ventate rumorose e il suo comportamento ammiccante on-stage - suonando la chitarra dietro alla schiena, coi denti e incendiandola - ha spesso oscurato i suoi considerevoli meriti di compositore, cantante, e di padronanza di blues, R&B e rock.
Quando divenne una star internazionale nel 1967, sembrava precipitato da un'astronave marziana, ma di fatto il suo apprendistato era stato comunque lungo nei circuiti R&B e Blues. Durante i primi anni ’60, lavorò con personaggi noti dell’R&B come Little Richard, the Isley Brother e King Curtis come chitarrista di supporto. E occasionalmente lavorava a gettone come session-man in studio di registrazione.
Fu a New York però che Hendrix fu notato da Chas Chandler bassista degli Animals la cui prima line-up stava scoppiando. Chandler che era in cerca di qualcosa per inserirsi nel campo manageriale, convinse Hendrix a spostarsi nello scenario in fermento della swinging London dove gli cucì intorno un gruppo con Mitch Mitchell alla batteria e Noel Redding al basso che fu chiamato The Jimi Hendrix Experience.
Il trio non impiegò molto tempo a raggiungere il successo con canzoni come “Hey You”, “Purple Haze” e “The wind Cires Mary” che raggiunsero velocemente la top ten nella prima metà del ’67. Tutte queste canzoni trovarono posto nell’album di esordio della band “Are You Experienced?”. La title-track era una composizione psichedelica che diventò una hit di successo negli Stati Uniti dopo le sensazioni create da Hendrix nel Monterey Pop Festival nel giugno del 1967.
Are You Experienced? era un debutto sorprendente per un giovane veterano del R&B che aveva cantato solo raramente e mai scritto materiale proprio prima della formazione degli Experience. Ciò che catturò l’attenzione dei più erano i suoi virtuosismi con la chitarra: assoli ricchi di feedback, riff distorti e lunghi viaggi su è giù per le scale supportati da un arsenale di apparecchiature come gli amati pedali wah wah. Ma Hendrix era anche un sottile song-writer, che miscelava immaginari cosmici con sorpendenti esempi di saggezza e teneri sentimenti. Era anche un eccellente interprete di blues e un appassionato cantante (anche se la suo voce graffiante e gutturale non era paragonabile alle sue abilità strumentali). Are You Experienced? era un esempio di psichedelica eclettica, abile sintesi di mod-pop, soul, R&B, Dylan e le innovazioni dei pionieri della chitarra elettrica come Jeff Beck, Pete Townshend e Clapton.
Incredibilmente, nella sua vita, Hendrix registrò soltanto tre album completamente in studio. Dopo l’esplosivo album di esordio, uscirono altre due opere sotto il nome di The Jimi Hendrix Experience. “Axis: Bold as Love” ed il doppio LP “Electric Ladyland”, opere più mature e sperimentali. In particolare su Electric Ladyland lo stesso Hendrix fu il pioniere dell’utilizzo dello studio di registrazione come uno strumento di incisione: manipolando l’elettronica e concependo tecniche di sovraincisione (con l’aiuto dell’ingegnere del suono Eddie Kramer) che tracciarono nuovi sentieri nei territori del suono. Questi album, benché davvero impressionanti, non erano però perfetti. Spesso Hendrix si perdeva nei meandri dei suoi ingressi strumentali e il song-writing era talvolta immaturo, non rimarcando la consistenza del disco di esordio (nonostante avesse un maggiore controllo su questi ultimi).
I due ultimi anni di vita di Hendrix furono musicalmente, finanziariamente e personalmente turbolenti. Fu immischiato in dispute tanto complicate tra il management e la casa discografica (per alcuni contratti firmati prima della formazione degli Experience) da tenere avvocati occupati per anni. Nel 1969 decise di sciogliere gli Experience, formando la Band of Gypsys con gli amici Buddy Miles e Billy Cox (batteria e basso). Chiuse il concerto di Woodstock con una esibizione fiacca e tremolante riscattata sul finale dall’interpretazione storica di “The Star Spangled Banner". La sezione ritmica di Mitchell e Redding furono tra le chiavi del successo di Jimi, e la Band of Gypsys non si poteva misurare sullo stesso standard, anche se Hendrix registrò un album live con loro. Nel 1970, gli Experience tentarono una riunificazione che però fini male. Nello stesso periodo le frustrazioni di Hendrix aumentarono i vari “amici”, musicisti, la casa discografica, le pressioni di gestione… tutti avevano le loro idee riguardo il futuro di Hendrix, i loro consigli e le loro critiche. E anche se Hendrix continuava il lavoro in studio, quasi due anni dopo “Electric Ladyland”, non c’era ancora un nuovo album in vista.

E’ estremamente difficile separare i fatti della vita di Jimi Hendrix dai rumori e dalle speculazioni susseguitesi negli anni. Era un ragazzo schivo e riservato, una mente geniale uno sguardo profondo e una chitarra come prolungamento della sua anima. Subì come molte rock star prima e dopo di lui il fascino degli eccessi, delle droghe e dell’alcool. Nessuno ha ben chiare le sue aspettative in quel fatale 1970. Chi sostiene che Hendrix voleva sconfinare nel Jazz o più a fondo nel Blues, oppure più probabilmente voleva realizzare la sua visione di fusione tra musica classica e rock per la quale aveva cominciato ad attrezzare i suoi studios. La sua ultima apparizione live fu al festival dell’isola di Wight. Manifestazione fotocopia di Woodstock dove Hendrix si presentò con Buddy Cox e Mitch Mitchell. Sul palco mostrò disappunto alle richieste dei fans di suonare i suoi vecchi successi anzichè le sue nuove idee musicali. La sua frustrazione era cresciuta al punto da rendere opaca l’esibizione, e inoltre nel back-stage aveva passato ore seduto per terra senza parlare con nessuno. Fu il campanello d’allarme che nessuno riuscì a raccogliere.
Poche settimane dopo, il 18 settembre, Hendrix fu trovato privo di sensi nel letto della camera d'albergo londinese dalla compagna tedesca Monika Dannemann, stroncato dal soffocamento dovuto al vomito, provocato da un'overdose di barbiturici. Le versioni date sui suoi ultimi momenti di vita dalle persone che gli sono state sono tanto confusionali e contraddittorie da lasciare un velo d’incertezza sulla sua morte.
Dopo la sua morte l’eredità di Jimi fu straziata dal produttore Alan Douglas che senza il minimo ritegno abusò dei numerosi nastri da lui lasciati con sovraincisioni di session-man a volte anche di basso livello per una mera operazione commerciale. Questo stupro dell’eredità artistica di Hendrix finì solo 20 anni dopo quando il padre Al riuscì, dopo una lunga disputa legale, a ottenere i diritti su tutto il materiale di Hendrix. Furono quindi rimasterizzati i suoi tre album (sotto l’ottima direzione del suono di Eddie Kramer) e un album di inediti (basato su una lista scritta a mano da Jimi) dal titolo “First Rays of a New Rising Sun”. Queste canzoni erano già state pubblicate negli anni precedenti ma la nuova produzione si occupò di eliminare le terribili sovraincisioni degli anni ’70. Furono inoltre pubblicate anche alcune session alla BBC, l’intero live di Woodstock e fu creata un’apposita etichetta per i Bootleg dei suoi concerti. Insomma finalmente 20 anni dopo la morte l’enorme eredità di Hendrix fu riordinata a dovere e con coscienza da persone che lo avevano davvero amato.
Il suo corpo è sepolto nel Greenwood Memorial Park di Renton, nello stato di Washington, USA. Così nella memoria rimane, oltre alla sua produzione discografica (sufficientemente copiosa), l'immagine del chitarrista mancino che, imbracciata la sua Fender Stratocaster, suona con la sua irriverente visionarietà. Nella realtà dei fatti, la figura di Hendrix è ricordata alla stregua di quelle di Janis Joplin e Jim Morrison, entrambe stelle del firmamento pop ed entrambe scomparse in giovane età.
di: Alessandro "Jei" Ciolfi
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