HOME
RECENSIONI
BIOGRAFIE
BAND INDIPENDENTI
MP3
NEWS
INTERVISTE
INSERTI SPECIALI
CONCERTI
Associazione
Forum
Partners
Links
Sostenitori
Cerca  
-------------------------------------
\\\\\\\\\\ CONCERTI //////////
-------------------------------------

00/00,
MASSIMO VOLUME post punk IT
12/02, Padova

00/00,
-------------------------------------
\\\\\\\\\\\\\ NEWS /////////////
-------------------------------------
19/08/2009
Video della settimana: Iron&Wine - Naked As We Came
20/07/2009
Locarno: alla Cambusa ritorna uno dei Festival più interessanti del Cantone
01/07/2009
Berna: Gurtenfestival 2009 - Ecco il programma
-------------------------------------
\\\\\\\\\\\\\ LINKS /////////////
-------------------------------------
Next Punk
Webzine ticinese dedicato al Punk Per tutti i simpatizzanti, fanatici e curiosi!

ROCK IT!

Montreux Jazz Festival

> back <

La terza serata del Montreux Jazz Festival ha riservato un occhio di riguardo al rock al femminile. Buona parte del pubblico è giunta sino all'Auditorium Stravinski per assistere all'esibizione di Shirley Manson ed i suoi Garbage a pochi mesi dall'uscita di Bleed Like Me. La band ha fatto il suo show e, nonostante svolazzassero braccia e corpicini un pochino ovunque nella sala, ha chiuso una notte dove la vera protagonista è stata Patti Smith.
Pensare che al suo posto, secondo l'idea originale degli organizzatori, dovevano esserci i Velvet Revolver (che nel frattempo hanno "bidonato" la manifestazione romanda per partecipare al Live 8). È stata dunque una fortuna per tutti i presenti poter assistere all'esibizione di colei che, personalmente, ritengo uno dei personaggi più affascinanti e carismatici degli ultimi 30 anni di musica (ma non solo).

Una personalità talmente forte da ipnotizzare il pubblico e da riuscire a creare qualcosa di così emozionante, sincero e personale da spezzare il fiato. In questi giorni di concerti, da fumatore incallito e cronico quale sono, ho imparato a valutare la bellezza di un'esibizione a seconda delle sigarette che mi accendo. All'interno delle hall è severamente proibito fumare ed io riesco ad abbandonare la sala anche quattro o cinque volte a concerto se quello che succede sul palco non riesce ad emozionarmi. Con Patti Smith la dipendenza da nicotina sembrava svanita e questo anche molti minuti dopo l'ultima nota (…tanto ci è voluto infatti per riprendermi…). Una donna ormai quasi gobba, vestita come al solito con una camicia bianca ed una cravatta nera aperta sul collo, i capelli sporchi di settimane, le sputacchiate tra una parola e l'altra per quello che sembrerebbe essere un segno di umiltà.

Una grandissima band al suo fianco, con Lenny Kaye e Jay Dee Daugherty che l'accompagnano in giro per il mondo ormai da 3 decenni. Nel bel mezzo di una canzone Patti Smith esce scazzatissima dal palco e si dirige nel back-stage. Ritorna con un tecnico del suono che, guardacaso, proprio ieri compiva gli anni. Patti Smith reclama per un presunto guasto al microfono. Ma è tutta una finta. Patti si mette a cantare "Happy Birthday To You" e tutto l'Auditorium Stravinski applaude l'ignaro roadie. Veramente un bel gesto agli occhi del pubblico (che ha così capito di non trovarsi di fronte ad una star spocchiosetta e viziata) ma soprattutto agli occhi del ragazzo che ha così ricevuto la sorpresa di compleanno più bella della sua vita.
Patti Smith prosegue con il suo show. Inizia un discorso sull'Iraq. Ancora applausi prima di lanciare alcuni brani da Radio Baghdad.

Pochi minuti dopo ci proverà anche la giovane Shirley Manson a fare il suo discorsetto di rito ma l'effetto non sarà propriamente lo stesso.
La serata dell'Auditorium Stravinski è però stata aperta da una band che di "femminile" non aveva davvero nulla.

Gli Headfake (Will Calhoun e Doug Wimbish; ovvero la sezione ritmica dei Living Colour) ci hanno messo alcuni minuti a far entrare in atmosfera il pubblico di Montreux con un sound che sfiorava l'industrial addentrandosi in psichedelia e trip-hop grazie al pesantissimo (ma tuttosommato azzeccato) utilizzo di laptop, delle parti pre-registrate, ma soprattutto di una dote tecnica veramente notevole. Un duo (basso e batteria) che alla fine ha veramente convinto con sonorità innovative e sperimentali (e decisamente metropolitane) che loro stessi definiscono come "una nuova musica per una nuova generazione".

Bentornati al Montreux Jazz Festival…

di: John Robbiani

Radio Gwendalyn

Google

©2002 Creato da: M. Minotti / Universo Musica, Via Mezzavilla 34, 6503 Bellinzona - Tel: 079/661 25 09
Sito ottimizzato per risoluzione 1024 x 768
All rights reserved