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Top of The Blues

Montreux Jazz Festival

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Dopo aver lasciato alle spalle il primo week-end il festival di Montreux ha vissuto ieri una delle sue serate più importanti ed ha accolto alcuni tra i nomi più celebri dell'intera rassegna. Sulle rive del Lemano erano infatti attese tre leggende viventi del panorama blues: Solomon Burke, la Robert Cray Band e soprattutto Riley (B.B.) King.
A dire il vero, forse proprio a causa dell'importanza dei nomi in copertina, il festival si è per una sera un pochettino "imborghesito" e se fino a poche ore prima si potevano perlopiù osservare giovanotti in T-Shirt, ora è molto più comune imbattersi in uomini vestiti a festa e donne che sembrano uscite dall'opera. Anche l'Auditorium Stravinski (per non parlare dell'area "abbeveraggio"; ora addobbata con spazi V.I.P.) si è diviso con i posti a sedere ed è diventato decisamente più "freddo" in termine di applausi. Già perché non si è mai vista una tribuna che canta come una curva…

Forse Robert Cray avrebbe preferito una sala più focosa per il suo spettacolo che è stato, come al solito, decisamente affascinante. Un ottimo modo, dal vivo, per addentrarsi nella carriera di colui che è considerato da molti, al pari di Keb' Mo', il principale portavoce della nuova generazione di bluesman. Un'ottima occasione poi per scoprire la sua ultima fatica discografica: Twenty e dunque brani come Poor Johnny e la splendida My Last Regret.

È poi stato il turno di Solomon Burke ma, memore di una scialba esibizione al Piazza Blues di Bellinzona di qualche estate fa ma soprattutto attirato da uno straordinario sound proveniente dall'esterno, ho preferito andare a vedere cosa stava succedendo sul palco riservato al concorso "Under The Sky" e dunque alla band emergenti.
Giusto il tempo per assistere al concerto dei Beautiful Leopard; una band friborghese capitanata dal tastierista e cantante Bertrand Joehr che propone un post-rock decisamente emozionante e viscerale e che ha dunque rappresentato la vera sorpresa della serata (tanto che nei prossimi giorni ci scapperà senza ombra di dubbio una bella recensione). Dopo un momento di pausa ecco però il vero evento della serata: B.B. King.

Un concerto indimenticabile con un B.B. King al settimo cielo, parole sue, di essere per l'ennesima volta a Montreux.

-"Ho 79 anni adesso - spiega tra una canzone dell'altra - e dunque questo sarà il tour del mio ottantesimo compleanno (applausi). Sarà il mio ultimo tour (grida deluse dalla sala). Non ho detto io che questo sarà il mio ultimo tour (applausi). Se avrò la possibilità di fare ancora un tour, sempre che Dio me ne darà la possibilità, voglio tornare ancora a Montreux (applausi ed urla: God Save B.B. King)perché mi piace stare qui e perché siete sempre stati buoni con me (applausi). Ho parlato con il Papa pochi mesi prima che morisse. Lui non ha detto che questo sarebbe stato il mio ultimo tour (applausi)"-.
B.B. King ride, scherza, crea uno show ed un'allegria che contagia piano piano anche gli spettatori seduti. Tutto l'Auditorium Stravinski, sino a poco prima freddo ed un pochino distaccato s'infiamma. B.B. King spiega di aver incontrato "uno dei più grandi personaggi della Svizzera: Joseph Deiss". -"Donne in sala - continua B.B. King rivolgendosi al nostro Consigliere Federale - capisco che è un ragazzo veramente molto bello però sono spiacente di comunicarvi che è già sposato. Un applauso per Mr. Deiss, The President!"-.

Poco dopo annuncia una "Jam Session" alla fine del concerto. Tutti credono che si tratti dell'ennesimo scherzo visto che alla sua età (ed è ormai l'una di notte) sarebbe già fin troppo pretendere un bis. In realtà chiama sul palco il suo amico Solomon Burke ed i suoi musicisti per un'improvvisazione di oltre 30 minuti. Con loro, all'armonica, anche Claude Nobs (il patron del Festival di Montreux) che si diverte come un bambino e che ieri ha probabilmente realizzato un sogno che cullava da una vita.

di: John Robbiani

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