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Bright Night

Montreux Jazz Festival

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Il giovedì sera alla Miles Davis Hall è stato a dir poco infuocato.
Mentre all'Auditorium Stravinski si esibivano Elvis Costello ed Emiliana Torrini, nella sala "piccola"gli organizzatori hanno proposto 4 concerti di ottimo rilievo che, in quasi tutti i casi, sono riusciti a coinvolgere completamente gli spettatori presenti.
Il programma è stato aperto dai The Dears che hanno presentato buona parte del loro lavoro No Cities Left ma che, unica nota dolente della serata, hanno fatto un pochino più fatica del previsto a far entrare in atmosfera il pubblico. Il sound "live" (complici due tastiere mixate un pochino troppo alte) risultava decisamente più pomposo che sul disco e la band si sarebbe potuta lasciare andare a qualche progressione in più. Tutto sommato l'esperienza è comunque stata positiva e sulla valutazione di questo concerto influisce molto il fatto che chi vi scrive è a Montreux ormai da una settimana ed ha ascoltato concerti sino a sopra i capelli.

Anthony & The Johnsons (il camaleontico personaggio scoperto da Lou Reed) ha proposto invece un'ora di musica completamente acustica che è servita a riportare la giusta tranquillità ed il doveroso momento di riflessione (visto quello che è successo ieri di terribile a Londra) facendo in modo che la serata sera non sia stata una festa fine a sé stessa. È stata però una specie di quiete prima della tempesta dato che all'improvviso sia The Faint che Bright Eyes si sono lanciati sul palco.

I primi hanno trasformato la Miles Davis Hall in una specie di discoteca con ridondanze di industrial e musica punk ed hanno letteralmente fatto esplodere il cervello a buona parte del pubblico in sala. Probabilmente il concerto più riuscito della serata visto il successo in termini di applausi, urla, e di spettatori ballanti in sala. Una musica intensa e decisamente travolgente, aiutata non poco da un light-show piuttosto poderoso, che ha preceduto l'evento che tutti aspettavano.

Conor Oberst (questo il nome dietro l'intrigante sigla Bright Eyes) è considerato un vero e proprio "genietto" della musica rock. A soli 24 anni può già vantare una discografia impressionante (nel 2005 ha già pubblicato due album!) ed è riuscito a trovare tra i suoi fan addirittura Bruce Springsteen!
Brigh Eyes è salito sul palco attorno alla mezzanotte e mezza ed ha presentato alcuni brani estrapolati dall'album Digital Ash In A Digital Urn. Aveva un viso stravolto e degli occhi piccoli piccoli…

Con lui una band di nove elementi. Violoncello, violino, due batterie…
Il pubblico apprezza, applaude, urla. Bright Eyes, dopo appena cinque canzoni, si alza di colpo. Schizza completamente. Inizia a tirar calci agli amplificatori e a martoriare un palco già provato da una settimana di festival. Afferra una tastiera, la solleva, e sembra intenzionato a lanciarla in mezzo alla folla. Qualcuno lo ferma prima che faccia una delle sue solite cavolate.

Concerto finito, organizzatori a dir poco infuriati e tutti a casa.

di: John Robbiani

Radio Gwendalyn

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