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Le interviste meno riuscite di universomusica

Dr. John e Bob Margolin

 
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Piazza Blues a Bellinzona è sempre un ottima occasione per stringere la mano a qualche bluesman e scambiare quattro chiacchiere con uno di loro. Si tratta spesso e volentieri di personaggi eccentrici ed un pochino burberi con quei giornalisti che, a tarda notte e dopo oltre 45 minuti di concerto, pretendono ancora un’intervista o una foto ricordo da pubblicare sul giornale del lunedì. Tra tutti gli artisti che gironzolavano per il backstage siamo rimasti particolarmente incuriositi dalla lunga chioma grigia di Bob Margolin; il chitarrista che ha accompagnato “Pine Top” Perkins nel suo concerto ticinese. Una figura decisamente simpatica e che il pubblico ha eletto un pochino come la “mascotte” dell’edizione 2005 di Piazza Blues dato il suo continuo andirivieni sul palco. Quest’anno, prima di dedicarsi ad un’estate a dir poco estenuante viste le oltre 30 date che lo attendono in giro per il mondo, ha avuto l’onore di ritirare il prestigioso “W.C. Handy Award For Guitar” a coronamento di una carriera che lo ha portato a far parte, sia come chitarrista che come bassista, della mitica Muddy Waters Band e di registrare con lui, nel 1977, uno dei dischi più belli in assoluto dell’intera discografia blues: I’m Ready.

Ho suonato con Muddy Waters dal 1973 al 1980 – spiega Bob Margolin – ed era una leggenda. Sai, è una cosa che mi chiedono ogni giorno ed in ogni posto in cui vado a suonare

Ma dopo 40 anni di musica ci si emoziona ancora a suonare di fronte ad un pubblico del genere?

Tu cosa ne pensi? Suono la chitarra dal 1964 ma è certo che mi esalto ancora e mi piace moltissimo suonare con altri musicisti sempre diversi. E poi sapete; il pubblico svizzero è quello che segue il blues con maggiore attenzione. Basta farlo sentire a proprio agio all’inizio e poi ti seguirà dovunque vorrai andare

È strano sentire queste parole poiché quando si parla con bluesman europei che hanno suonato negli Stati Uniti sembrerebbe il contrario. E poi noi svizzeri non abbiamo propriamente la fama di essere il popolo più caldo del pianeta…

Non lo so – ribatte Margolin – forse hai ragione tu. Forse quei musicisti si sono trovati di fronte al pubblico americano più caldo. Oppure sono proprio io ad avere avuto la fortuna di suonare di fronte al più caldo ed attento dei pubblici svizzeri

È un peccato interrompere la discussione ma proprio in quel momento qualcuno lo invita a salire nuovamente sul palco (e sarebbe la quarta volta in 3 giorni di festival…) per un duetto con Tom Principato. Bob Margolin ci guarda e dice che prima deve finire l’intervista. Gentile da parte sua ma lo lasciamo andare ben sapendo che un bluesman preferisce stare su un palco a suonare piuttosto che ad un tavolo a farsi intervistare. Noi intanto ci dirigiamo verso la nuova preda: il mitico Dr. John! È lui infatti l’eroe incontrastato dell’ultima sera di Piazza Blues 2005 e quando sale sul palco è un vero trionfo. Gli piazzo una manata sulla spalla e gli chiedo se può concedermi due minuti di tempo per un paio di domande. Ad essere onesto Dr. John è probabilmente l’artista blues che conosco di meno. Afferro un programma della manifestazione e scopro una sua collaborazione con Mick Jagger. Mick Jagger! È uno dei poster che avevo nella mia camera! Come posso non entrare in argomento?!?!

Ahhhrghh, non ricordarmi quelle merdate! – implora Dr. John quasi offeso dal fatto che la prima domanda sia sugli Stones e non su di lui – È stato un sacco di tempo fa. Sai, facevamo un sacco di “gigs” a quei tempi. Non mi ricordo quello che è successo ieri; figuriamoci quello che è successo quarant’anni fa!

Rimango personalmente un pochino spiazzato ed allora cambio rotta (cadendo nel patetico…) chiedendogli della sua prima impressione sul Festival.

Sono appena arrivato ma per ora quello che vedo mi sembra eccitante. Sul programma ci sono un sacco di musicisti che mi piacciono ed allora staremo a vedere

Riciclo la domanda posta prima al nostro amico Bob Margolin e ricomincio con la solfa del “è un sacco di tempo che sei in circolazione; ti emozioni ancora a suonare davanti ad un pubblico del genere?”. Lui risponde:

mi emoziono sempre a far musica

Ci rinuncio. Gli auguro un “buono show” e me ne vado via con la coda tra le gambe avendo imparato una cosa: la prossima volta che vorrò intervistare un musicista dovrò andarci preparato! Ma alla fine chissenefrega; io ero andato a Bellinzona per vedere il concerto, mica per fare le interviste per universomusica…

di: John Robbiani

Radio Gwendalyn

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