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Rivista musicale e culturale della Svizzera Italiana
INTERVISTE //////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

Ideatore del progetto Aerial M/Papa M e membro fondatore degli Slint

David Pajo

 
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Una volta Roger Waters disse che una band avrebbe avuto un’unica possibilità durante la propria carriera di creare un capolavoro considerato tale all’unanimità. Nel suo caso si riferiva a Dark Side Of The Moon ma, con The Wall, divenne uno dei pochi eletti ad aver ripetuto la formula magica per due volte.

Se guardiamo al panorama musicale degli ultimi vent’anni ci accorgiamo di come esistano dei nomi che continuano a ripetersi. Personaggi che ritornano sempre e prepotentemente a dire la loro e ad essere ascoltati e venerati dalla generazione di artisti al loro seguito. In questo senso David Pajo, l’esploratore sonoro d’origine filippina, è una leggenda vivente. Membro fondatore degli Slint e creatore del progetto Aerial M/Papa M, ha suonato per tutta una serie di band che hanno per davvero cambiato il modo di suonare e di far musica negli ultimi vent’anni. Tortoise, Palace Brothers, Continental OP, Royal Trux, Stereolab, For Carnation e Zwan solo per citarne alcune. Ascoltiamo dunque, in umile silenzio, quello che il grande maestro ha da raccontarci.

È difficile decidere come iniziare quest’intervista. Tu sei uno dei personaggi che ha maggiormente influenzato gli artisti dell’ultimo decennio. Hai suonato in un numero incredibile di band “seminali” ed in uno straordinario numero di capolavori nella storia del rock. Ma iniziamo dall’inizio e dunque, naturalmente, dal progetto Slint. Forse il nome “post-rock” non ti piace ma, comunque, molte persone considerano Spiderland come il punto d’inizio del post-rock e del suo movimento. Eravate coscienti, al momento di quelle registrazioni, di quello che stavate facendo e dell’impatto che quel disco avrebbe avuto sul prossimo decennio di musica?

Credo sia giusto dire che nessuno di noi aveva idea di come quel lavoro sarebbe stato accolto al di fuori della nostra cerchia di amici. Personalmente non me ne stavo rendendo conto per davvero.

Oggi, a quindici anni di distanza, avete deciso di ricreare la band ed iniziare un nuovo piccolo tour. C’è una connessione con l’esplosione della (nuova) scena post-rock o ci sono altri motivi che vi hanno spinto a farlo?

Stavamo pensando ad un modo per utilizzare la rapida crescita del movimento post-rock e qualcuno ci ha suggerito l’idea di riunirci. Eravamo tutti molto eccitati all’idea ed i soldi hanno cominciato a piombarci addosso.

State registrando o scrivendo qualcosa di nuovo come Slint?

No.

Non sapevo che la foto sulla copertina di Spiderland fosse stata scattata da Will Oldham. Lui è uno dei miei artisti preferiti. Una specie di genio ed uno scrittore capace di commuovermi. Voi due avete suonato assieme un sacco di volte. Com’è stato lavorare con lui? Il suo stile ed il suo concetto di “fare musica ed essere un artista” è riuscito ad influenzarti in un modo o nell’altro e viceversa?

Will è il vero affare. Siamo amici dall’infanzia e questo significa avere la stessa visione delle cose spesso e volentieri.

Slitch (la colonna sonora che avete registrato come “Continental OP” per un film di Dianne Bellino) è stato un progetto divertente. Tutto sembra un pochino confuso ma spontaneo ed onesto. Tutto tranne la recitazione di Will…(scherzo).

Confuso, spontaneo ed onesto sono ottime descrizioni per quella registrazione. Abbiamo tentato di avvicinarci a questo lavoro come se stessimo lavorando ad una novella. Abbiamo passato un bel periodo.

Improvvisamente hai deciso di suonare e registrare da solo. Sei un chitarrista, un bassista, batterista, cantante e tastierista. Una volta mi ricordo che dicesti -“non credo d’aver smesso di suonare con altre persone perché io costo di meno”-. Stai cercando di creare una musica che suoni più pura suonando tutti gli strumenti? Come se “ogni suono fosse tuo ed ogni suono fosse legato ad una delle tue emozioni”?

Si, esattamente.
Ero e sono tutt’ora curioso di vedere l’impatto sulla musica avendo il totale controllo di ogni aspetto della registrazione. In questo c’è una similitudine con i musicisti di una volta che volevano cantare ed esibire tutte le loro canzoni solo con una semplice chitarra. L’unica differenza è che la mia chitarra si è trasformata in un intero studio pieno di trucchi ed effetti.

M; M is The Thirteenth Letter; Aerial M; Papa M. Cosa simbolizza la lettera M?

Masturbazione, apparentemente.

Tutti sembrano dire che tu sia il “padre del post-rock”. Se questo è vero (e di fatto lo è se si ascoltano canzoni come Vol de Nuit, Safeless or Wedding Song No. 3) che sentimenti prova il padre verso il proprio “figlio” e verso band come i Godspeed You Black Emperor!, Mogwai, Tarantel e, in generale, verso l’altro milione di gruppi che suonano in ogni città in ogni angolo del mondo?

Credo che band come Mogway o Tortoise siano le cose migliori uscite da questo tipo di approccio alla musica. Sono state certamente ispirate da band come gli Slint ma hanno portato il tutto ad un altro livello che è tutto loro.
Non sono comunque molto attratto dalle band che non sviluppano un’ idea e così non ascolto molto post-rock.

Non hai suonato solo post-rock nella tua carriera. Sei una specie di esploratore e per questo motivo hai cambiato un sacco di direzioni. Hai amalgamato elettronica e folk; chitarre acustice e drums machines. Sei un folksinger e un dj allo stesso tempo. Pajo, il tuo ultimo album (incredibile…nessuna M nel titolo…) è una specie di specchio in cui c’è riflesso quello che sei diventato. Una splendida ora di musica ed un’avventura profonda nelle emozioni, certamente, il tutto condito da un forte senso di onestà e verità. Cosa ci puoi dire di quest’album e dei sentimenti che provi nei suoi confronti ora che il tutto è stato pubblicato?

Mi piace molto e per motivi curiosi. È stato realizzato in un periodo difficile e questo traspare dalle registrazione. In quest’ottica è un disco onesto. Certe volte penso che potrei registrarlo nuovamente e darci una produzione completa perché amo veramente quelle canzoni. È un disco grezzo, incompleto e lasciato allo stato di bootleg. Questa è una cosa a cui però non voglio cambiare.

Quale sarà il prossimo passo nella tua carriera? Raggiungerai i Tortoise e Will Oldham per il loro prossimo disco (in comune; n.d.r.)?

Sto attualmente lavorando al nuovo “Pajo” album che sarà qualcosa di più articolato. Mi sta prendendo un sacco di tempo poiché mi sono appena trasferito da Louisville alla grande città e così il mio “home-studio” è in fase di trasloco.
Ho comunque già tracciato le linee direttrici e sono molto eccitato dal nuovo sound.
A Lousiville ho anche una band metal chiamata “Dead Child”. Si tratta di due persone che vengono dallo “Slint Reunion Tour” (Michael McMahan e Todd Cook) e due straordinari musicisti di Louisville (Tony Bailey e DAHM).
Sto anche lavorando ad un libro horror-comico che sto scrivendo ed illustrando con un amico. Ora ti ringrazio per l’intervista, è stato divertente.

di: John Robbiani

Radio Gwendalyn

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