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Lugano: ahi ahi, quanto male mi fai

Lugano

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Lugano, splendida Lugano. Entrare in città costeggiando le palme tra lo Splendide Royal e Palazzo Mantegazza, dritti lungo le rovine del Palace e le insegne pubblicitarie che nascondono quello che tra qualche anno si trasformerà in un quartiere tutto nuovo dedicato alla cultura (forse). Guardare il casinò da Paradiso con i riflessi scintillanti ed i puntini rossi dei pedalò che zigzagano tra di loro a pochi metri dalla riva. Lugano è bellissima; non c'è che dire. I sui vicoli stretti, i viali ottocenteschi e le costruzioni post-moderne in trasparenza, acciaio e vetro. Eppure Lugano è così desolatamente vecchia, rigida, snob, incravattata, incorsettata, bancaria, fiduciaria, borghese, insipida, notarile, ingolfita (nel senso che lo sport più popolare è il golf), bacchettona, palestrata, secca ed anche un pochino frigida. I ragazzi, quando escono, non si bevono birra ma cosmopolitan e la loro preoccupazione principale è sapere dove posteggiare il cayenne del padre. –"Giangi, questa sera, dopo il Picchio, andiamo al Pashà, al Za-Za o al Morandi?"-.

Lugano ha quest'incredibile capacità d'imborghesire tutto; sarebbe in grado di convertire perfino Fidel Castro (…non è un caso se Mussolini è arrivato in Ticino come comunista e ne è ripartito come "il Duce"…).

Quando a Lugano arriva il "jazz" o il "blues" (sinonimi nel resto del mondo di musica nera, piantagioni di cotone, schiavismo, ingiustizie sociali) arriva anche un nuovo pretesto per sfoggiare il vestitino rosso di Armani, la cintura di Hermès, gli occhiali di Gucci e per sedersi tra la loggia VIP (a bere cosmopolitan…) di qualche banca sponsorizzatrice dell'evento. Poco più che un passatempo prima di infilarsi nuovamente al Pashà, al Za-Za o al Morandi.
Lugano è una città in cui perfino le prostitute guardano i propri clienti dall'alto al basso.
br> Non sembrano dunque esserci grandi premesse per sperare in una florida, duratura e genuina scena musicale cittadina (rock o alternativa che sia). Anche volendo dove potrebbero suonare? Di fronte a quale pubblico? Di band buone ce ne sono e tante ma queste o scappano o si sciolgono oppure mettono "canada" come regione di provenienza su myspace.

Unica città nel mondo occidentale a non disporre di un palco permanente ed unico centro elvetico di una certa importanza ad essere tagliato fuori dalla carovana dei musicisti e dei concerti interessanti. Mentre nelle altre città arrivano gli Stones o perlomeno Micah P. Hinson a Lugano arrivano i Ricchi e Poveri.

"Manca la massa critica" secondo i sapientoni e gli esperti di finanza internazionale.
Come mai allora cittadine 4 o 5 volte più piccole di Lugano (Friborgo, Soletta, Aarau e perfino Düdingen tanto per fare alcuni esempi) hanno 7 o 8 volte più sale da concerti e/o locali in cui suonare ed hanno una serie regolari di appuntamenti lungo l'arco dell'intero anno? Manca, piuttosto, l'esigenza politica di accontentare i giovani in questa stramaledettissima Sonnenstube perché è più facile e meno impegnativo batter cassa invitando qualche pensionato svizzero-tedesco a passare gli ultimi anni della sua vita in un appartamento a Ruvigliana (intrattenendolo con i soliti stereotipi tipo mandolino, salamino, zoccolette e merlot) piuttosto che convincere un giovane di vivere in un luogo interessante.

Cosa può portare ad una città, economicamente, una sala da concerti in cui, a scadenza perlomeno mensile, si esibiscono i nomi interessanti della scena indipendente? La musica è fatta di cappelloni ed i cappelloni portano in città droga ed alcolismo. Aboliamola. La musica disturba l'anziano svizzero-tedesco che riposa a Ruvigliana. Una Lugano "rock" inoltre (con giovani punk coi capelli a cresta in giro per Via Nassa) urterebbe con l'immagine gaia e quieta che "Lugano Turismo" offre ai visitatori sui suoi cataloghi promozionali. Da noi, sembrano dire quelle borchures, di giovani non ce ne sono!

Problemi a prender sonno? Venite a Lugano per un week-end e risolverete il problema! L'unica ragione per cui l'esistenza dei giovani è tollerata? Perché un giorno diventeranno vecchi. Coprifuoco ai minorenni! Fuoco! A casa, drogati!

In questi giorni, in cui non succede niente e niente sembra succedere per il futuro, mi vien per davvero voglia di emigrare. Prendere e scappare.

Noia mortale. Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate.<

di: John Robbiani

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