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Blues to Bop: 20 anni da sogno ed un sogno da 20 anni

Blues To Bop

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Blues to Bop è un festival in crescita che dopo vent’anni è ancora in grado di stupire per scelte stilistiche e qualità. Un festival in grado di pescare profondamente nella tradizione americana e di portare in Europa edizione dopo edizione dei piccoli gioielli rimasti nascosti a pubblico e critica. Nessun grande nome, nessun passato lucente ma, sempre, personaggi carismatici ed affascinanti che si alternano tra i cinque palchi disseminati per le piazze di Lugano (Canton Ticino, Svizzera).

Per taluni Blues To Bop significa camminare freneticamente per la città con una birra in mano cambiando atmosfere tra una strada e l’altra mentre per altri significa starsene a fissare un musicista per ore perdendo la cognizione del tempo. Ho cercato, per puro dovere di cronaca, di fare entrambe le cose consumando ettolitri di birra e restando a fissare incantato musicisti come Grace Potter, Ian Siegal o l’italianissimo Mauro Ferrarese senza lasciar via gente come Roy Head, Bobby Radcliff, Irvin Louis Lattin e le tantissime band ticinesi che hanno suonato nella tendina a loro riservata (ed una menzione particolare in questo senso va alla Double M Blues Band che, con il suo chitarrista sedicenne, mi ha per davvero fatto impazzire).

Sarà l’elegante illuminazione dei palazzi; sarà il lago a pochi metri di distanza; sarà la gente di Lugano che per un paio di sera abbandona corsetti e cravatte e si lascia andare diventando quasi simpatica. Non lo so. Io mi son divertito e ad una settimana di distanza mi va ancora di ricordarne i momenti più importanti.

-"Vent’anni fa - mi spiega patron Norman Hewitt durante un simpaticissimo incontro dopo un concerto gospel presso la sede di uno degli sponsor principali della manifestazione - non pensavo assolutamente che sarei arrivato all’edizione 2008. Ero semplicemente un grande appassionato di blues ed il mio sogno era quello di creare un festival in cui invitare musicisti di talento poco conosciuti al grande pubblico. Sai, un grosso problema per i giovani artisti è proprio il fatto di non trovare spazi in cui farsi conoscere. L’idea di Blues To Bop era proprio quella di prendere questi musicisti e buttarli tra la gente e su un palco ed osservare la reazione del pubblico. Tutto questo si è realizzato. La cosa straordinaria è che gli sponsor mi lasciano assoluta carta bianca come direttore è questo è incredibile e quando lo racconto ad altri organizzatori di festival, come per esempio quelli di Chicago, nessuno riesce a crederemi. Mi sento fortunato. Sono un privilegiato e questa è una situazione da sogno"-.

Norman Hewitt, eccitato come un bambino, è una locomotiva in corsa che racconta del “suo” festival in modo appassionato e con il suo consueto accento inglese continua a rispondere divertito alle mie domande.

-"Il pubblico è l’anima di Blues To Bop e sono sincero quando lo dico. Questo festival è una Lugano in Festa e tutto ha funzionato benissimo e l’afflusso è stato ottimo. Con questo tempo arrivano le famiglie e padri che portano in spalla i loro figli. I bambini; sono loro il futuro ed è grazie a loro che il blues continuerà"-.

-"I giovani talenti- continua il direttore artistico - hanno un rispetto incredibile della musica ma vanno avanti. Dopo vent’anni mi sembra di ascoltare nuovi suoni ogni fine settimana ed è per questo che il mio sogno è organizzare ancora cinque edizioni. Tra cinque anni (ride, ndr) forse non sarò più nuovo io. Mi piacerebbe comunque starmene tranquillo a sentire i concerti senza telefoni che squillano o gente dello stuff che mi chiama per dirmi cos’è successo dall’altra parte. Credo che sia più bello venire a Blues To Bop come spettatore che come organizzatore"->br>
-“

Devo veramente ringraziare anche l’organizzazione logistica ed il lavoro di Sandro Leggeri (Lugano Turismo); tutto ha funzionato benissimo. L’afflusso di pubblico è stato ottimo; giovedì sembrava venerdì e venerdì sembrava sabato”-.

Piazza della Riforma, Piazza Cioccaro, Piazza San Rocco, Piazza San Carlo e Piazza Dante. È in questi luoghi che ogni anno Blues To Bop ripropone la sua magia. Non c’è molto altro da dire. Lunga vita a Norman Hewitt, Lunga vita a Blues To Bop e anche lunga vita ad una Lugano così allegra, pazza e rilassata.

di: John Robbiani

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