HOME
RECENSIONI
BIOGRAFIE
BAND INDIPENDENTI
MP3
NEWS
INTERVISTE
INSERTI SPECIALI
CONCERTI
Associazione
Forum
Partners
Links
Sostenitori
Cerca  
-------------------------------------
\\\\\\\\\\ CONCERTI //////////
-------------------------------------
STANLEY COWELL TRIO
14/03, MILANO

00/00,
NOmeansno hardcore postfunk CAN opening INVASIVES hardcore postfunk CAN
11/05, Padova
-------------------------------------
\\\\\\\\\\\\\ NEWS /////////////
-------------------------------------
19/08/2009
Video della settimana: Iron&Wine - Naked As We Came
20/07/2009
Locarno: alla Cambusa ritorna uno dei Festival più interessanti del Cantone
01/07/2009
Berna: Gurtenfestival 2009 - Ecco il programma
-------------------------------------
\\\\\\\\\\\\\ LINKS /////////////
-------------------------------------
ResetMagazine
Rivista musicale e culturale della Svizzera Italiana

STORIA DEL DISCO

La Storia del Disco: da Edison al pensionamento

> back <

Chissà cosa direbbe il buon vecchio Thomas Edison delle diatribe su Napster ed i diritti d'autore? Chissà cosa penserebbe osservando gli scaffali di un negozio di dischi, ascoltando l'ultimo album di Neil Young o semplicemente visitando alcune pagine di universomusica.com? Già; in qualche modo tutto questo lo dobbiamo anche a lui. La sua invenzione (non la lampadina; quell'altra!) ci ha regalato tutto questo.

Nel 1877, sviluppando un'idea portata avanti alcuni decenni prima dall'inventore francese Leon Scot de Martinville, Thomas Alva Edison brevetta il fonografo, chiamato anche la macchina parlante, e diventa il padre della riproduzione sonora. L'artificio è semplice e piuttosto rudimentale: un apparecchio a cilindri che permette una brevissima incisione su un foglio di carta stagna; un'incisione tanto breve da contenere solamente una delle strofe di quella che è da considerare la prima canzone mai registrata: Mary Had a Little Lamb.

Tempo un anno comunque ed Edison vende i propri diritti alla Columbia (quella che in Europa conosciamo come CBS) e la trasforma nella prima casa discografica.

Emile Berliner, che nel frattempo tenta l'esperimento su di una sottile lamina di zinco ricoperta di cera sulla quale vibra una puntina, inventa il primo disco. Per riprodurre i suoni nascosti in questo strano oggetto di gommalacca ci vuole però un'altro apparecchio e sarà lo stesso Berliner a presentare al mondo, nel 1887, il grammofono. Il disco, che gira a 75 rpm ed è inciso su un solo lato, può ancora riprodurre soli due minuti di musica ma la concorrenza è tanta ed il progresso tecnologico grande.

In breve tempo le invenzioni di Edison e dei suoi successori invadono il mondo. Sono molte le società interessate a gettarsi nella mischia per accaparrarsi una fetta di mercato. È in questi anni ad esempio che nascono la Viktor Talking Machine (poi RCA; quella del cane Nipper) e la francese Phate. Nel 1901, mentre Enrico Caruso è impegnato a Londra per le sue prime registrazioni, viene prodotto il primo bootleg della storia (due minuti di un pezzo "rubato" alla Metropolitan Opera di New York). Il fenomeno diverrà prassi attorno agli anni quaranta.

Negli anni venti però Edison, ormai quasi ottant'enne, ha un nuovo lampo di genio (altra lampadina accesa...) e presenta al pubblico un disco capace di contenere sino a quaranta minuti di musica. Bisognerà attendere però ancora dieci anni per osservare il più vicino antenato del disco che noi tutti conosciamo: la RCA studia in tutta segretezza un nuovo materiale, più resistente e più elastico, capace di eliminare buona parte dei rumori di sottofondo. Il progetto viene denominato "Madame X" e nasconde un disco in Vinilite.

Per arrivare al "nostro" vinile il passo è comunque breve. Dopo decenni di confusione, dove ogni casa faceva più o meno quello che voleva creando lettori appositi per il proprio personalissimo formato, viene adottata come "misura standard" il 78 rpm. La decisione è alquanto tardiva dato che sul mercato, con una forza tanto irruenta quanto rivoluzionaria, appaiono i primi 33 giri (long play) e, successivamente, i primissimi 45 giri (single disc).

Siamo negli anni quaranta. Elvis è poco più che un lattante ed i juke box entrano a far parte della vita di tutti i giorni. Il pianeta terra è più impegnato a far la guerra (e a produrre bootleg come dicevamo prima...) che a dedicarsi al povero disco. Nascono comunque numerosi movimenti d'avanguardia. Già negli anni '30 Paul Hindemith ed Ernst Toch utilizzarono dei vecchi dischi per creare dei "collages" sonori. Il fenomeno cresce in fretta e prende il nome di "fluxus" trasformando il giradischi in un vero e proprio strumento musicale. Il movimento fluxus si diverte ad esempio a tagliuzzare i dischi in piccole sezioni per reincollarle , in modo casuale, e creare così materiale sonoro considerato all'epoca assolutamente futuristico (dove i tagli sul disco, se ben eseguiti, costituiscono una vera e propria parte ritmica).

In questo periodo le case discografiche si concentrano maggiormente sull'art work, intuendo le potenzialità della grafica di copertina sulla curiosità del consumatore. In questo saranno però maestri gli anni sessanta con gruppi come i Velvet Underground (per cui Andy Warhol disegnerà un bananone giallo ricoperto di una membrana che si potrà addirittura "sbucciare"), i Pink Floyd (storici i lavori di Storm Thorgeson) ed in particolare i Beatles che ,con il marciapiede di Abbey Road, lanciano quella che sarà la copertina più copiata della storia.

Nel 1981 Sony e Philips lanciano il CD. È una vera e propria rivoluzione anche perché attorno al nuovo sistema si aggira il mito dell'indistruttibilità (smentita malamente alcuni anni dopo...). Il disco, che ha accompagnato il mondo della musica per oltre centodieci anni, decide di farsi da parte e di suonare per i soli nostalgici.

Milioni e milioni di album finiscono nelle botteghe dell'usato o in polverose soffitte ad ammuffire. Ad ammuffire, certo, ma anche a veder lievitare il proprio valore perché la storia del disco, da questo momento, diventa mito. I 33/45 giri originali possono valere oggi sino a 100 volte il loro valore originale. Una piccola vittoria in questa battaglia di tecnologie.

di: John Robbiani

Radio Gwendalyn

Google

©2002 Creato da: M. Minotti / Universo Musica, Via Mezzavilla 34, 6503 Bellinzona - Tel: 079/661 25 09
Sito ottimizzato per risoluzione 1024 x 768
All rights reserved