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La melodia più famosa dell'Africa

La saga di Mbube

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Siamo nel 1939 e Solomon Linda, accompagnato dai suoi Evening Birds (inventori di una musica cantata a cappella ed in seguito conosciuta come « isicathamiya »), decise di fare il grande passo e di trasferirsi a Johannesburg. Era in fervida agitazione nell’unico studio di registrazione dell’Africa subsahariana. Improvvisamente, davanti al microfono, aprì la bocca e produsse una melodia di sole quindici note. Venne immediatamente registrata su un blocco rotante di cera che fu a sua volta trasformato in Inghilterra nel 78 giri più famoso del mondo (ma il mondo ne è e ne sarà ancora per moltissimi anni inconsapevole). La canzone in questione fu intitolata dallo stesso Linda “Mbube” (che in zulu significa leone).
Rispedito in Africa sottoforma di vinile, a poco a poco cominciò ad interessare alla gente del posto tanto che nel 1948 Mbube aveva già venduto ben centomila copie e Solomon Linda divenne una superstar fra gli immigrati zulu.
Dall’altra parte del mondo però (Gli Usa, of corse) l’ingordigia di produttori e musicisti sull’orlo del fallimento o alla ricerca della musica per sfondare era in agguato.

Primo fra tutti a rimaneggiare “Mbube” fu Pete Seeger, un suonatore di banjo e vecchio amico del ben più famoso Woody Guthrie. Dopo l’ennesimo tentativo di arrivare laddove molti colleghi musicisti facevano già soldi a palate, ed al ritorno in patria alla fine della seconda guerra mondiale, Seeger si trovò tra le mani, grazie all’aiuto di Alan Lomax, la pepita d’oro; un disco malandato proveniente dall’africa ed intitolato “Mbube”.

Dopo averla trascritta e reintitolata “Wimoweh”, la insegnò agli altri componenti del gruppo (i Weavers) e, come ebbe a dire: -“quella diventò una delle canzoni che ho cantato più volentieri per quarant’anni”-.
Ormai negli Stati Uniti chiunque conosceva il ritornello di base di Mbube/Wimoweh e non si stupirà nessuno se nel 1961 quattro ragazzi ebrei/americani di Brooklyn chiamati Tokens registreranno la canzone di Linda riarrangiata per l’ennesima volta dal paroliere Gorge Davis Weiss e ribattezzata “The Lion Sleeps Tonight”, naturalmente raggiungendo in pochissimo tempo la vetta delle classifiche.
The Lion Sleeps Tonight fece ben presto il giro del mondo: Miriam Makeba la cantò alla festa di compleanno di J.F. Kennedy, gli astronauti dell’Apollo l’ascoltavano sulle rampe di lancio a Cape Canaveral. Fu ripresa dagli Springfields, dai Tremoloes, da Glen Campbell, da Robert John, Brian Eno, Tight Fit, Rem, Nylons, They Might Be Giants, ed una moltitudine di gruppi e cantanti da tutto il mondo (famose la versione metal di un gruppo tedesco ed una rap “Mash Up Da Nation”).

Disney l’ha usata nel Re Leone e nella sua rappresentazione teatrale e chi più ne ha più ne metta.

Ma una domanda sorge spontanea: cosa significa tutto questo in termini di diritti d’autore e cioè di quattrini? Ebbene; da una stima fatta ci sono in giro per il mondo 160 registrazioni di tre diverse versioni, quattordici film, una decina di pubblicità ed un musical di successo. Somma stimata: circa 15 milioni; ma il malloppo chi l’ha incassato?

Una prima cosa è stata accertata: Solomon Linda morì in povertà e senza il becco di un quattrino. Quando Mbube diventò un successo locale i soldi andarono al padrone della sala di registrazione e tutto quello che Solomon Linda ricevette fu un impiego nella fabbrica di imballaggi del capo.
Lo sfruttamento ed il giro di denaro da parte delle case discografiche americane di Mbube/Wimoweh non stava però affatto bene a Seeger il quale si prodigò affinché le royalties venissero pagate direttamente a Solomon Linda. Purtroppo non andò così. Senza andare troppo per le lunghe, dopo dispute legali al limite della decenza, insinuazioni, menzogne e mezze verità, il tribunale deciderà per concedere alla famiglia Solomon il dieci per cento delle royalties di “The Lions Sleeps Tonight” e, dopo un controllo degli estratti conto stropicciati in possesso della famiglia Solomon, l’esecuzione ammonta a circa venti mila dollari in dieci anni, che se viene distribuita lungo tutto questo periodo non è decisamente un granché.

Alla fine degli anni ’90 arriva finalmente il colpo di fortuna. Negli anni ’60 Mbube/Wimoweh è usata in una pubblicità per un albergo negli Usa e per tutto questo tempo (all’insaputa di Pete Seeger) le royalties le aveva ricevute tutte lui e, da grande uomo, le trasferì immediatamente alla famiglia Solomon.
Nel periodo in cui uscì “The Lion Sleeps Tonight”, Solomon Linda entrava ed usciva in continuazione dall’ospedale per gravi problemi renali ma fece in tempo ad ascoltare la famigerata versione dei Tokens. Stupito sorrise e ne rimase felice. Solomon Linda è morto in miseria l’8 ottobre 1962.

Tratto da: Rian Malan, Rolling Stone, Stati Uniti.

di: Ivo Aostalli

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